WALL-E

Anno 2008
Regista Andrew Stanton
Nickname Commento Voto Lettori
Leggi recensione di il Marmugi CUPO 7.00 542
Leggi recensione di trilly Carino 6.50 489

Ho visto "WALL-E" all'estero alcuni mesi fa, ma lo recensisco solo adesso, alla vigilia della sua uscita italiana, perché ci ho voluto pensare bene. Mi sono accorto di non saperlo giudicare. Indubbiamente è un bel film (ben fatto) ma mi ha turbato come pochi.

Ho pensato molto a "WALL-E" da quando l'ho visto e, da questo ne deduco che mi abbia 'toccato' a fondo. Tecnicamente è mozzafiato, una delle più grandi e imponenti realizzazioni 'umane' (umanissime) nell'applicazione della tecnica. Però non è un film da bambini (come invece mi aspettavo da quel poco che si era capito dai trailers e dalle anticipazioni). Mi ha incupito molto, "WALL-E". Forse è una cosa soggettiva, personale (e ai più, magari, divertirà), ma io l'ho trovato estremamente inquietante. Un film di fantascienza in piena regola, pessimistico-catastrofico, senza nessuna concessione alle poetiche Disneyane (o Pixar che dir si voglia) per i bambini e(quasi) senza speranze.

Un robottino (WALL-E) è rimasto da solo sulla Terra. Compatta rifiuti da 800 anni e passa come se fosse il primo giorno (e per mezz'ora si vede solo questo). La sua unica comapgnia sono alcuni scarafaggi (non antropomorfi come negli altri film, ma scarafaggi e basta). Nessuno parla. Nessuno canta. Si sta zitti e si lavora meccanicamente. Solo una videocassetta mezza smagnetizzata (sempre la stessa, ossessivamente) tiene compagnia al povero (patetico) WALL-E. Un giorno un robot modernissimo EVE, scende sulla Terra da un'astronave in cerca di qualcosa. Tra i due non sboccia nessun tipo di rapporto, ma WALL-E se ne innamora. Dopo svariate ricerche, EVE trova quello per cui è stata inviata e va in "stand-by", bloccandosi come un vegetale. WALL-E (pateticamente) la veglia come se fosse in coma,  bisognosa di cure e d'amore e da risvegliare ad ogni costo. Poi, quando l'astronave madre viene a riprendere EVE (che non si è ancora risvegliata) si l'azione si sposta nello spazio. Là troviamo una generazione di 'sopravvissuti del genere umano' ridotti allo stato larvale da inattività e cattiva alimentazione...

Ditemi voi se è la trama che vi aspettavate. E non siamo nemmeno a metà.

L'aspetto visivo è iper-realistico, si crede ciecamente a quello che si vede, la sceneggiatura è ricca di dettagli, citazioni e sottigliezze di altissimo livello - ma ancora mi chiedo: ma cosa ci ha voluto dire WALL-E? Qual'è il messaggio che filtra dalla sua storia, se non quello di un futuro agghiacciante, carico di rifiuti, automatismi, obesità e desolazione? Il messaggio è che forse possiamo ancora cambiare? No. Non possiamo cambiare più. Questo è quello che filtra da WALL-E. Quello che vediamo è plaudibile. Ce lo dobbiamo aspettare. Sta arrivando.

Si esce dal cinema e permane una sottile angoscia perturbante.

Un po' strano per un "cartone".

        


7.00 (CUPO)

il Marmugi
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