Faith Unites Us Death Unites Us
| Anno | 2009 |
|---|---|
| Genere | Gothic Metal |
| Numero di tracce | 10 |
| Cantante | Nick Holmes
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| Musicista | Greg Mackintosh
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…E quello che temevo si è tristemente verificato…
L'ultimo album in studio dei Paradise Lost, uscito ormai da diversi mesi (e qui mi scuso per il ritardo della rece), non rappresenta un passo avanti, ma purtroppo un bel paio di balzelli indietro per quel che riguarda l’evoluzione sonora del gruppo.
Forse pensando di assicurarsi le simpatie delle ultime generazioni metallare, la band ha cercato di compiere un drastico ritorno al passato, al gothic metal. Il tentativo penso fosse quello di stupire con gli effetti speciali di un tempo chi di gothic metal non sapeva neanche cosa fosse, e assicurarsi così una nicchia nel mercato del rock più duro. Questo tentativo si è tradotto in pezzi cupissimi, quasi opprimenti, caratterizzati da chitarre imponenti e (fin troppo) potenti (3 “enti” di fila… so’ poeta dopotutto…), ben poco orecchiabili se comparati alle canzoni che li hanno fatti conoscere, nonché (ma questo non stupisce) davvero poco apprezzabili dalle orecchie di chi non è avvezzo al growl più insistito e a bombardamenti acustici vari. Sì, perché qui ci troviamo davanti anche al ritorno del growl più cannibalico e bestiale. Un modo di “cantare” che ha me ha sempre fatto cacare (scusate il latinismo, ma almeno ho imbroccato un’altra rima mica da ridere…), e che anzi disprezzo fortemente. L’unica canzone dei PL cantata a questo modo è “Eternal”. Basta.
Tutte le caratteristiche fin qui riportate si trovano in questo “Faith Divides Us (qui ci metterei una virgola) Death Unites Us” in misura molto maggiore rispetto a quanto era già stato fatto col precedente “In Requiem”, che già mi era piaciuto poco.
Questa grande operazione di “restyling” canoro, però, e come anticipavo all’inizio, non ha sortito assolutamente gli effetti sperati. Sarà per questo che le date estive dei concerti dei PL che il gruppo doveva tenere in Australia e in Marocco (? – eh, sì!), sono stati cancellati dagli organizzatori? Magari perché forse temevano che a questi concerti non sarebbe andato nessuno? Una risposta sicura non ce l’ho. Di sicuro le prevendite non devono essere state incoraggianti… Comunque io non sono qui per giudicare (sì, vabbè…): ai postumi (della sbornia), come sempre, l’ardua sentenza. Non ci resta che attendere il prossimo (ennesimo) tentativo della band di rinverdire i fasti di un tempo.
Dai, che alla pensione ormai manca davvero poco…
Nu. (che in romeno vuol dire “No”)
5.00 (Nu!)
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