How to Destroy Angels

Anno 2010
Numero di tracce 6
Cantante How to Destroy Angels
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*The Space in Between *Parasite *Fur Lined *BBB *The Believers *A Drowning

BACK TO THE FUTURE PARTONE

Reznor ha più di 50 anni, si è sposato e ha chiuso (momentaneamente?) coi Nine Inch Nails ma ha "aperto" coi How To Destroy Angels, cui presta la soave voce proprio la ginnica (non giunonica) e asiatica mogliettina.

Ora, se a un buon 66,6periodico percento di queste domande (alle prime due) si può anche rispondere con un bel "echissene", lo stesso a parer mio, non si può fare per la terza affermazione. Almeno non lo può fare chi ama la musica elettronica e alternativa, ovvero quello splendido mix di microchip (emozionali) e corde strappate a dentate da chitarroni svolazzanti che cade sotto il nome di "industrial", il vero e proprio marchio di fabbrica (è proprio il caso di dirlo) dei NIN. 

Già da tempo, in molti si erano resi conto del cambiamento che stava avvenendo nella musica del leader dei Nails (vedi quanto detto nelle rece di "With Teeth" e di  "The Slip"): davanti alla supposta (ahi!) "commercialità" cui erano improntati diversi degli ultimi brani, un sacco di aficionados del Reznor dei primi tempi avevano infatti storto a più riprese il naso (crunch!). Beh, saranno contenti di sapere, questi "aficionados", che gli ATDA rappresentano proprio quel ritorno al passato ("back to the future", per dirla alla Zemeckis) che tanti richiedevano.

Per ora, infatti (e dico "per ora" perché questo è solo il primo EP del gruppo, chissà poi cosa verrà: vedi alla voce remix, reremix e gig incazzatelle varie), qui si tratta quasi esclusivamente di tastiere, campionature e della voce della signora Reznor, Mariqueen Maandig (la vedete nella foto), ex cantante dei West Indian Girl (gruppo abbastanza bleah, sopravvissuto -e giustamente- solo per la durata di un tampax). Scordatevi quindi le schitarrate feroci (e stupende) di "And all that could have been". 

L'EP, a mio avviso, si può dividere in tre parti: quella "back to the future", rappresentata da The Space in Between e Parasite (che accontenteranno chi amava i primi NIN); quella più "with teeth"(più "commerciale"), con Fur Lined (le cui percussioni iniziali sembrano quelle di Discipline -comunque molto carina) e The Believers; e una terza più "year zero/the slip", che consta di  BBB ("Big Black Boots") e la bella "A Drowning".

Tutto sommato, come inizio, HTDA è un lavoro più che accettabile. Soprattutto perché proposto a un prezzo inesistente, aspettando fiduciosi un'ulteriore crescita del gruppo (magari con delle partecipazioni importanti) e -soprattutto- l'introduzione di qualche chitarra degna di questo nome.

Per concludere, speriamo che Reznor abbia finalmente trovato la sua Yoko Ono e che questo primo EP rappresenti solamente il primo gradino per una gloriosa rinascita.

Per scaricare completamente aggratisse l'EP:http://www.howtodestroyangels.com/store/


7.50 (back to the future part1)

bellicapelli
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