In the court of the Crimson King

Anno 1969
Numero di tracce 1
Cantante King Crimson
Musicista
immagine
*

I vecchi dischi che non ascolto da anni spesso mi deludono e mi chiedo come facessero a piacermi tanto i Genesis, per esempio, o la PFM o altri gruppi che per me allora erano miti.

Lo stesso timore nutrivo quando ho cominciato a riascoltare il primo disco dei King Crimson e, invece, appena attaccano la chitarra e la voce distorte di 21st century schizoid man mi sono ricreduto: questo disco era e rimane un autentico capolavoro.

Dopo il primo pezzo di rock duro dal riff maestoso che il sax di Ian McDonald rende travolgente, ci sono ben tre pezzi lenti: I talk to the wind, Epitaph e Moon child. Con tutti gli spunti armonici e melodici che possiede ognuno di questi pezzi c’è chi ci potrebbe fare un intero LP; i brani sono essenzialmente divisi in due, una prima parte cantata, con melodie purissime e rarefatte che devono qualcosa ai migliori Beatles e una seconda parte strumentale, ove il suono si frammenta e le note acquistano libertà, emancipate dalla tonalità, in bilico fra rock, jazz e musica moderna.

Sono questi i brani che oggi mi colpiscono di più; forse perché allora avevamo l’orecchio al free jazz o forse perché nel nostro tempo il ritmo e la ripetitività hanno soppiantato la melodia e la fantasia.

L’ultimo motivo, In the court of the Crimson King è l’unico che dimostra la sua età, più che altro per le sonorità; il mellotron è un po’ invadente, ma allora era il giocattolo nuovo e era logico che si preferisse agli altri strumenti, in ogni caso è tutt’altro che da buttar via.

Ricordo brevemente i musicisti: oltre al già citato Ian McDonald, ai legni e alle tastiere, c’è il grande Robert Fripp alla chitarra, che si potrebbe scambiare per una tastiera tanto sono impensabili le sonorità che Fripp riesce a trarne; un batterista di grande fantasia, Michael Giles e Greg Lake al basso e voce solista, che è lo stesso Lake di Emerson, Lake e Palmer, quindi un musicista di tutto rispetto ma che fra i quattro è quello che spicca di meno e questo dice tutto.

Dopo aver riascoltato questo disco mi è tornata alla mente un’altra cosa che mi sono sempre chiesto: ma perché la mamma di Robert Fripp gli ha fatto studiare la chitarra se a lui piaceva tanto il piano?


10.00 (CAPOLAVORO)

Grandepuffo
Grandepuffo
Registrati per votare e scrivere commenti!
  • CrazyDuke
    CrazyDuke
    Materpiece!!!!