Renato Carosone

Anno 2004
Numero di tracce 1
Cantante Renato Carosone
Musicista
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Questo disco fa parte di una collana, “Made in Italy”, che risale già a un lustro fa e che ho trovato iperscontato nei cestini dell’ipercoop.

Tutta la musica italiana, anche la migliore, ha un’anima lamentosa. Provo a spiegarmi meglio con un esempio: quando un uomo viene lasciato in una canzone di Bob Dylan o di Tom Waits, questi è annichilito, disperato, perso; quando un uomo viene lasciato in una canzone di Battisti, di Celentano, di Baglioni, di Vasco Rossi, ecc. invece si lagna, a ciò concorrono il testo, ma soprattutto la musica, che è patetica, deprimente, forse è l’eredità del melodramma.

Anche se non sono riuscito a spiegarmi la controprova, una delle rare eccezioni che confermano la regola, è la musica del mitico Maestro Carotone.

Trattandosi di una raccolta troviamo i brani più noti; quelli firmati Carosone – Nisa: Tu vuo’ fa’ l’americano, che Arbore giura sia stato scritto quando Carosone lo vide passeggiare per Toledo (il rione di Napoli, non la città spagnola) ai tempi in cui il giovane Renzo era studente universitario a Napoli, Torero, ‘A pastiglia, Caravan petrol, Buonanotte, ecc.

Alla voce è Gegè Di Giacomo, batterista della band, che non era semplicemente un musicista, ma un uomo di spettacolo sotto ogni aspetto, un fantasista, come si chiamavano allora. Infatti nel disco non ci sono solo le canzoni di Carosone, ma anche le parodie di note canzoni, fra le quali una spietata E la barca tornò sola, col coro che canta “e a me che me n’importa” e le vocine che fanno prima “mare crudel” poi “mare cattivo”. Vocine anche nella Donna riccia di Modugno, che, comunque, era già una canzone divertente.

Modugno era stato preso di mira anche dal Quartetto Cetra, che aveva fatto una versione esilarante di  musetto. Chissà perché Modugno ispirasse tanto. Il cantante pugliese ha fatto alcune cose abominevoli, fra le quali Piange il telefono è una cosa che grida vendetta a Manitù, ma era indubbiamente uno di quelli bravi e sia Musetto che La donna riccia sono grandi pezzi.

Quando Frank Sinatra venne in Italia, prima di lui si esibì un ragazzo che in onore di Sinatra, che era di origine siciliana, cantò alcune canzoni popolari in dialetto siculo. Quel ragazzo era Domenico Modugno; a Sinatra piacque tanto che lo porto negli Stati Uniti con sé. Quando Modugno tornò in Italia portò i ritmi terzinati dei Platters, assieme ad altri modi della musica d’oltreoceano che mescolò con la tradizione italiana e fece grandi cose, perché il meticciato dà sempre grandi risultati. Anche se nella sua carriera Modugno ha perso qualche colpo, rimane uno degli autori più rispettabili di casa nostra.

Ma non dovevamo parlare di Modugno, quindi torniamo al disco di Carosone per dire che, se si vuol essere pignoli, vi si potrebbero trovare due piccoli difetti: di ‘O russo e ‘a russa e  ‘Stu fungo cinese io avrei fatto anche a meno, mentre mi sarebbe piaciuto sentire ‘O mafiuso, che manca, il resto è favoloso.


10.00 (CAPOLAVORO)

Grandepuffo
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