Devo confessare tutta la mia ignoranza, ma i Novecento io proprio non li conoscevo. Nati nel lontanissimo 1984, il gruppo dei Novecento è formato dai quattro fratelli Nicolosi che di disco in disco si rimescolano e si accoppiano metaforicamente con altri artisti ,in genere molto talentuosi, del panorama rock.
Ma negli anni ottanta io ero 1) ragazzino 2) stordito e atterrito da Freddy Mercury ed i suoi Queen che monopolizzavano quasi tutto il mio tempo dedicato alla musica e quindi anche entrambe le mie orecchie (poi passai ai Dire Straits). Qunindi chiedo scusa ai Novecento per la mia ignoranza (ora spero colmata), fiducioso che anche i fanz capiranno...
Tralasciando le influenze 'eighties' , soprattutto nellle tastiere, che i quattro ormai non più ragazzi si portano appresso da tempi che ormai ci sembrano remotissimi e la difficoltà estrema con la quale me lo sono procurato (trovare questo 'Secret' -o un qualsiasi altro loro vecchio disco in un moderno negozio di musica è come trovare il classico ago nel pagliaio), mi fiondo subito a parlare delle tre canzoni più belle dell'album e che, di fatto, lo 'fanno'. Senza di esse 'Secret' sarebbe infatti carino, ma niente di che.
Ovvero: 'Stop the Time', 'Let me Love You' e 'Cry' (la mia preferita). I Novecento dimostrano di volersi mettere abbastanza al passo coi tempi proponendo un sound molto moderno. Oddio, vocalmente non siamo dalle parti nè della magnificherrima estensione vocale di una Tarja Turunen, nè di quella del suo 'rimpiazzo' ai Nightwish ,Anette. Ma i Novecento non fanno nè Metal Orchestrale, nè Metal di qualsiasi genere, nè hard rock, e quindi se la cantante non spacca il microfono con le corde vocali e non lo mordicchia nemmeno un pò (forse) ci si può accontentare.
Per finire, buona (ma non eccelsa) la ballata 'Tell Me Something' che idealmente chiude il disco.
8.00 (rockmantici)
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