The Resistance

Anno 2009
Numero di tracce 11
Cantante Muse
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*Uprising *Resistance *Undisclosed Desires *USE *Guiding Light *Unnatural Selection *MK Ultra *I Belong to You *Exogenesis Part 1 *Exogenesis Part 2 *Exogenesis Part 3

Allora... Da che parte comincio? Da qui.... No, da qui. No ,vai, cominciamo da qui:

Ho letto da qualche parte )(forse sul Corriere della Sera) qualche "critico" (o sarebbe meglio chiamarlo "criptico") che diceva che l'ultimo album dei britannici Muse sarebbe "sempre la solita roba, ma fatta divinamente". Ora, io non capirò mai quelli che si spacciano per "critici" (io non sono fra questi) che ascoltano I SINGOLI di un album e solo da lì credono di poterlo recensire per intero. Che inculata poracci che hanno preso! E' per la stessa ammissione di Bellamy (il lead vocalist) che le prime canzoni che hanno scritto del nuovo album sono quelle maggiormente influenzate dall'album precedente, ovvero il grandissimo Black Holes and Revelations: indipercui è normale che siano ,diciamo, "quasi uguali" a quelle scritte di recente. Peccato (porelli - o porello) che il resto dell'album sia completamente diverso! e che si vada abbondantemente nell'orchestrale (gli ultimi tre brani sono di fatto una mini-opera). Morale della favola: chi ha recensito il disco sul CDS (ma ho letto commenti analoghi anche altrove -ahiahiahi!), ha scritto solo fetecchie.

Ma entriamo nel vivo. The Resistance è un lavoro fortemente ispirato da quello splendido romanzo di Orwell che è "1984". Tutte le canzoni (o quasi tutte) sono collegate da un filo conduttore, un file rouge (visto che a loto piace tanto il francese) che riporta all'idea che stiamo (staremmo) vivendo in un mondo ultracorporativo, in cui gli Stati ormai non contano più una cippa, ma è il money, il dio-denaro l'unico ed il solo a dettare legge, morale e direzione di sviluppo. E come dargli torto? E c'era bisogno dei Muse per capirlo (a trent'anni dai Pink Floyd ci sono arrivati anche loro - ma anche i Muse sono sempre inglesi: cazzo, ma la "rivelazione" potrebbe ogni tanto andare anche un po' più in là della Gran Bretagna, no? E poi ah, Trent Reznor, quanto di voglio bene!)? -che cazzo ho scritto?- Questo fa quindi di The Resistance un concept album? Forse. Può darsi. Penso di sì. Ma è poi così importante? Manco per nulla. Quindi andiamo avanti.

Sta di fatto che alcune differenze col passato, per quanto riguarda l'esecuzione ed anche -oserei dire (senti lae)- lo stile vocale del cantante Bellamy (che ha la ragazza che vive nel nebiùn della pianura padana e che quindi lo costringe a guardarsi anche Amici di Maria de Filippi e tutte ma proprio tutte le gaga di Paperissima Sprint -e guai se non applaude o non ride), il quale risulta meno falsettato, meno "alto", meno sopra le righe che in passato. A dire il vero qui regna la coralità e ,di fatto, le canzoni sono in pratica stavolta cantate dal gruppo intero - proprio per dare l'idea che i temi trattati nel disco riguardano una pluralità di individui (in realtà, tutti noi), e non sono solo frutto della visione di una persona sola.

 Ho "scoperto" (sì, chiamatemi pure Maro Maionco) i Muse all'epoca del loro secondo disco. Allora ero in Germania Est (non è un film di spionaggio -è tutto vero), ed in quel di Berlino (sempre rigorosamente est) provai auricolarmente (sì, insomma, ascoltai con le cuffie in un negozio di dischi) Origin of Simmetry e rimasi folgorato. No, non nel senso che presi una scossa tremenda, ma che mi piacquero ,naturalmente, molto. Soprattutto ,devo dire, non per la voce del cantante, ma per il loro stile innovativo. Detto fatto, nel 2004 li andai a vedere a Torino col Cacco: ci saranno state 1000 persone in totale a dir tanto. Il concerto -seppur piccolo- fu strepitoso (cazzo, per 1000 persone avevano pure la scenografia fatta a cartelloni luminescenti - da fantascenza se si pensa che eravamo così pochi) ed il gruppo mi diede una bellissima conferma del suo talento e bravura (ragazzi, anche dal vivo i Muse spaccano: andate a vederli per forza, se potete).

Bellissima la presa per il culo di Bellamy alla Ventura in diretta. Non l'ho vista, ma ho goduto troppo a saperla. Anzi, ora vado proprio sul Tubo e me la guardo avidamente. Però... se ci pensate, quelli di Quelli che il Calcio la potevano anche prevedere una cosa così. Conoscendo i Muse, ci stava. E ,soprattutto, se avessero letto (o capito) il testo della canzone ("They will not force us/ They will stop degrading us/ They will not control us...") e visto gli sghignazzamenti del batterista sullo sfondo, io dico che ci potevano arrivare, A meno che... Ameno che non fosse (come ha detto la donna volpe Ventura) che non fosse davvero tutto bello e programmato fin dall'inizio a tavolino. Il che potrebbe anche essere. In questo caso, i Muse sarebbero degli autentici geni della commercializzazione, gli zar del viral marketing, gli eroi del doppio gioco incrociato. Insomma, più che "orwelliani", in questo caso gli starebbe invece troppo bene l'appellativo di machiavellici!

"United States of Eurasia (USE)" contiene 35 secondi del Notturno di Chopin, mentre "I Belong to You" ha al suo interno quasi un minuto di parti prese dall'opera Sansone e Dalila di Saint-Saens. Dal canto suo, anche Uprising è modellato sulla celebre sigla del serial "Dr.Who" (strafamoso in Inghilterra). Direte embè? Tutto molto bello, dico io, ma la prossima volta direi di andarci un po' più piano...

DISCOGRAFIA MUSE:

 - SHOWBIZ (VOTO 7,5)

- ORIGIN OF SIMMETRY (VOTO 9)

- ABSOLUTION (VOTO 10)

- BLACK HOLES AND REVELATIONS (VOTO 9)

- THE RESISTANCE (VOTO 7,5)


7.50 (orwelliano)

bellicapelli
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