Colombo – Stagione 1 (1971-1972)

Genere Poliziesco
Numero di dischi 6
Attore
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Colombo in autoCol suo aspetto stralunato, l’impermeabile perennemente gualcito con le tasche sformate, l’eterno sigaro verde e sempre in cerca di fiammiferi, l’eloquio disarmante della persona semplice e il viso da cane randagio, il tenente Colombo è senz’altro simpatico. Quello che non capisco è come mia figlia (dieci anni) ci rida come se guardasse Stanlio e Ollio. Lo ha scoperto per caso a casa dei nonni e si è soffermata a guardarlo perché l’attore era Sam Diamante di Invito a cena con delitto, il suo film preferito, e ha cominciato a riderci come se guardasse ancora il film di Robert Moore.
Mia figlia ha avuto una curiosa involuzione cinematografica: quando andava al nido il suo film preferito era Sogni di Akira Kurosawa, in età da scuola materna The Rocky Horror Picture Show, verso i sei anni Cats, poi Invito a cena con delitto, ora Colombo e tremo al pensiero che fra poco possa essere Twilight.

Colombo al chiosco di hot dogComunque Colombo è carino per davvero. A dire il vero credo di non aver mai visto un episodio per intero, meno male, così ho avuto anche il piacere della sorpresa.
Come in Maigret non c’è suspence perché assistiamo subito al delitto, conosciamo da subito assassino e vittima e, dopo un paio di puntate, anche il metodo d’indagine. Anche le storie si somigliano; di regola l’assassino è un individuo ricco e/o potente che architetta il delitto in maniera minuziosa e apparentemente perfetta, poi salta fuori questo goffo poliziotto con l’aspetto di un letto disfatto che, immancabilmente, comincia a prendere subito di mira l’assassino, anche se tutto dimostra la sua estraneità al delitto e lo incalza fino a quando non riesce a risolvere il caso.

Come è possibile che una serie che poggia su presupposti tanto esili e tanto ripetitiva duri da trentacinque anni con invariato successo e probabilmente dovrà finire solo per raggiunti limiti di età di Peter Falk?

Un’idea ce l’avrei. È più o meno come dice Umberto Eco nella “Fenomenologia di Mike Bongiorno”: il tenente Colombo, apparentemente, non ha nulla di più dello spettatore medio; è imbranato, sciatto, brutto, in condizioni economiche modeste, sembra anche un po’ scemo, eppure riesce ad avere sempre la meglio e non su delinquentucoli qualsiasi, ma su persone che appartengono alla crema della società. Un riscatto della classe media, quindi. Per completare e rendere un po’ più scientifica questa ipotesi da caffè espresso bisognerebbe sapere se Colombo piace anche a ricchi e potenti, ma non ho conoscenze adeguate che mi permettano di giungere a una tale conclusione, perciò mi illudo di avere ragione.

Una curiosità il primo episodio è diretto da Spielberg in persona, allora venticinquenne.


8.00 (Ugualitario)

Grandepuffo
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