Secondo cofanetto della prima serie, che contiene tre avventure complete: Gli Aztechi (la sesta della serie), I Dalek invadono la terra (decima della serie) e Il pianeta ragnatela (tredicesima della serie).
Mentre nel primo cofanetto si susseguono in ordine cronologico le prime quattro storie (più quella di Marco Polo, ricordate, col solo audio), nel secondo cofanetto si saltabecca dalla sesta alla tredicesima, perché? perché ben quarantacinque episodi sono stati danneggiati: il sistema di conservazione della BBC non ha funzionato a dovere; mentre si sono salvati tutti i nastri con l’audio, parte delle riprese video sono irrevocabilmente perduti. Un po’ quello che è successo alla RAI con La nonna del corsaro nero; però La nonna non poteva essere salvata perché era in presa diretta; quando noi testimoni di questa perla della TV dei ragazzi con Pietro De Vico (Nicolino), Giulio Marchetti (Battista) e Anna Campori, nonna del Corsaro Nero e moglie di Pietro De Vico, non ci saremo più, la memoria della nonna si perderà del tutto, come succederà dei quarantacinque episodi perduti del primo Dottor Who.
Pare che la BBC avesse ideato il Dottor Who con fini educativi e i molti viaggi del Tardis nel passato sarebbero dovuti servire a dare informazioni storiche sulle antiche civiltà. Ma un programma televisivo deve anche tener conto dell’indice di gradimento e pare che le storie di fantascienza piacessero di più così, alla fine, ebbero il sopravvento.
Non me la sento di dar torto ai telespettatori inglesi, perché in questo cofanetto, effettivamente, la storia degli Aztechi è quella più fiacca, mentre quella coi Dalek, nei dischi 2 e 3, è grandiosa.
Ambientata nel 2164; i Dalek invadono la terra per sottrarne il nucleo e renderla maneggevole come un’astronave. Le atmosfere ricordano Wells e Orwell e, come non bastasse, questa storia ha anche l’indubbio merito di togliere di mezzo Susan, la nipote del dottore, che s’innamora di un partigiano, impegnato nella resistenza contro i Dalek, e rimane con lui nel 2164. Ci liberiamo così della peggiore attrice del quartetto di interpreti fissi e non ci può fare che piacere. Purtroppo la pacchia dura poco perché nell’avventura successiva, Il salvataggio (andato perduto) i tre rimasti salvano un’astronauta, di nome Vicky, che si era schiantata sul pianeta Dido, la quale si unisce a loro e non dico che faccia rimpiangere Susan, ma siamo lì.
Tornando alla fantascienza, non è strano che gli sceneggiatori inglesi siano particolarmente tagliati per questo tipo di storie; il Regno Unito ha una grande tradizione, e i citati Wells e Orwell, hanno lasciato un segno nell’immaginario inglese.
Rimanendo agli episodi coi Dalek, è da notare che, benché siamo negli anni ’60, quasi venti anni dopo la seconda guerra mondiale, si respira ancora forte il terrore della bomba. Una bella differenza fra allora e oggi, che s’invoca a gran voce la necessità delle centrali nucleari.
L’ultima storia è ambientata sul pianeta Vortis, un pianeta abitato da insetti di altezza umana e infatti gli insetti non sono fatti con gli effetti speciali o – tantomeno - al computer, ma proprio da attori con un costume tipo quelli che vendono all’Upim, da coccinella, da farfalla o da ape Maya, per carnevale; il risultato è che i mostri extraterrestri, invece di far paura, fanno ridere.
In ogni caso i quattro viaggiatori nel tempo e nello spazio sono coinvolti in una guerra fra due specie d’insetti: i Menoptera, una via di mezzo fra farfalle e api e gli Zarbi, una sorta di formiconi con bizzarre scarpe dalla punta all’insù, come quelle degli ottomani.
La storia non sarebbe malaccio, pur se i dialoghi a volte sono idioti; più che altro sono i costumi da insetto che ricordano più una puntata dei Teletubbies che un film di fantascienza.
In parole povere, si salvano solo i Dalek, anche se anche loro sembrano grossi bidoni della spazzatura coi catarifrangenti.
I Dalek, per il dottore, sono quello che Mefisto è per Tex Willer, Pietro Gambadilegno è per Topolino, la Banda Bassotti è per Paperon de’ Paperoni, i Paesi Arabi (e fra poco la Cina) per gli Stati Uniti: il nemico per eccellenza, il male personificato. Infatti, mentre in tutti gli altri casi il dottore bada bene di non intervenire per modificare qualcosa che potrebbe poi mutare il corso della storia, coi Dalek non si fa scrupoli: cerca solo di distruggerli.
Devo ammettere che sono stato abbastanza deluso da questo secondo cofanetto, anche se la storia coi Dalek è veramente buona. Che potrei dire? fatevi prestare i dischi 2 e 3.
6.50 (Bah)
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