Credo di avere pochissime possibilità di essere smentito se dico che il mondo ha dato il meglio di sé fra il 1967 e il 1977. In quegli anni la musica, il cinema, il teatro, la politica, perfino la televisione hanno vissuto l’estate più rigogliosa della loro storia; poi il rapido autunno e l’inverno che ancora dura.
Per fare solo alcuni esempi ricordo che del ’67 è Sgt. Pepper, del ’68 l’album bianco e Beggars banquet, del ’69 è l’album con la banana dei Velvet, del ’72 è Transformer, del ’73 Berlin, e via dicendo. Nel cinema del ’67 è Il laureato, del ’68 Hollywood party e Rosemary’s baby, del ’70 L’armata Brancaleone, del ’71 Arancia meccanica, del ’72 Il fascino discreto della borghesia, Il padrino e Ultimo tango, del ’73 Amarcord, del ’75 Qualcuno volò sul nido del cuculo e The Rocky Horror picture show, e i film di Woody Allen, di Pasolini, di Elio Petri, di Sergio Leone; a teatro c’erano Carmelo Bene, Ronconi, il Living Theatre, i Monty Python spadroneggiavano alla BBC e la faccio finita per non allungare all’infinito un elenco altrimenti interminabile.
Anche in Italia la televisione di stato, nel 1977, dette un insolito segnale di apertura e lo fece con questa trasmissione.
Cosa c’è di strano? mi si potrebbe obiettare, i cartoni animati vanno in onda alla televisione da sempre.
In prima serata? Ogni martedì alle 20:40?
E poi questi non erano veri cartoni animati, erano proprio fumetti, quelli che leggevamo su Linus o sul Corrierino dei Piccoli o su Eureka, era la cultura di noi ragazzi che conquistava la sua dignità e veniva riconosciuta e accolta dalla Cultura ufficiale (perché in quei tempi remoti la televisione faceva anche cultura).
Quindi non era possibile lasciarsi scappare questo DVD corredato da libro con interviste, ricordi e disegni.
Diciamo subito che il libro è più godibile del DVD, non perché il DVD sia brutto, ma perché è un po’ miserino; in pratica le sigle, un’avventura del gruppo TNT, Sturmtruppen, Jack Mandolino di Jacovitti,
un episodio di Corto Maltese e una storia di Nick Carter con due speciali che la riguardano. Troppo poco.
Mancano i Peanuts, Asterix e Obelix, Lupo Alberto (che allora era grigino e non blu), Tex Willer, Cino e Franco, Mandrake e l’Uomo Mascherato, Rip Kirby, Tintin, Beetle Bailey, il signor Rossi, Cocco Bill, Johnny Logan, Marzolino Tarantola e altri dei quali, invece, posso fare a meno.
A parte questa grave mancanza, il resto è a posto. Anche i backstage sono divertenti, col geniale Bonvi in grande forma, Carletto Romano, voce di Jerry Lewis, Alfred Hithcock e molti altri che presta la voce anche a Nick Carter, mentre Mauro Mattioli, imitando Amedeo Nazzari, dà la voce a Stanislao Moulinsky (se ci fate caso Moulinsky somiglia abbastanza a Nazzari).
Come molti della mia generazione ho una certa dimestichezza coi fumetti, li conosco abbastanza bene, ho le mie preferenze fra gli autori: Alan Moore, Hugo Pratt e Enki Bilal sopra a tutti; ho un’ammirazione sconfinata per Ken Parker di Berardi e Milazzo, che considero il miglior fumetto western mai pubblicato; ma SuperGulp! per me (e non solo) è soprattutto Nick Carter e avrei barattato perfino l’episodio di Corto Maltese per altre avventure dello stralunato investigatore, per i proverbi di Ten e le porte sbattute da Patsy. Perché, come già hanno fatto per le serie storiche della TV (La famiglia Addams , Doctor Who , Ai confini della realtà , ecc.), non pubblicano un cofanetto come si deve con la serie completa? non credo che ci sarebbero problemi di vendita (ché tanto è solo di questo che si preoccupano); SuperGulp! è nel DNA della generazione statisticamente più numerosa (il boom demografico degli anni ’50 ha permesso a molti, fra i quali io, di non fare il militare perché non c’era posto nelle caserme); un po’ per nostalgia, un po’ per vedere finalmente qualcosa di decente credo che andrebbe rapidamente a ruba.
Pensateci.
9.50 (Parziale)
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CrazyDuke