Lo sterminato materiale prodotto dal Quartetto Cetra per la RAI, curato da Enrico De Angelis (solo omonimo del Cetra che nel 1947 fu sostituito da Lucia Mannucci) e Carlo Savona, figlio di Virgilio e Lucia (Tata Giacobetti e Felice Chiusano completano il quartetto), che ha selezionato cinquanta ore di filmati della RAI, è finito in questi due DVD, preziosi ma assolutamente insufficienti per restituire cosa sono stati i Cetra nella storia dello spettacolo. Ai due DVD è associato un bel volume con molte foto e commenti ai pezzi filmati.
Il primo disco contiene essenzialmente canzoni; è stato diviso in quattro parti: “C’era una volta ... la rivista”; la rivista è stata il banco di prova di tutti i grandi, da Totò a Macario, da Tognazzi e Vianello a Renato Rascel e anche i Cetra hanno avuto la loro parte; una volta nata la televisione, alcuni di questi spettacoli sono stati riproposti sul piccolo schermo. La seconda selezione s’intitola “Le canzoni di Sanremo riviste dai Cetra”; si tratta di parodie delle canzoni che al Salone delle Feste del Casinò di Sanremo venivano consacrate e che i Cetra dissacravano con affetto, ma senza pietà. Bellissima la parodia di Musetto di Modugno, bella canzone, fra l’altro.
Terza parte: “Canzoni tra satira e cabaret”; il titolo della sezione dice già tutto, fra questi brani segnalo quello che preferisco: Concerto per pianoforte e trombe d’auto, col maestro Buonocore che li dirige.
Infine “Il Quartetto Cetra per i bambini”; credo sia stato duro selezionare fra i tanti motivi che i quattro hanno dedicato ai bambini; ovviamente non manca la loro celeberrima versione della Vecchia fattoria.
Il secondo disco è ancora meglio, si inizia con “I Cetra e la parodia” ossia le loro celebri parodie di grandi opere o film o libri. Fra questi pezzi La regina del Nilo, ovviamente la storia di Cleopatra e Giulio Cesare. Si prosegue con “Biblioteca di Studio Uno”.
Chi non avesse la mia venerabile età non sa cosa sia la Biblioteca di Studio Uno, spiego: in pratica i Cetra prendevano uan storia famosa, meglio se c’era stato di recente uno sceneggiato alla TV o un film famoso tratto dal libro, e ne facevano un musical, con la particolarità che venivano usate le canzoni più in voga all’epoca cambiandone le parole con effetti comici indescrivibili. Esattamente quello che facevamo da bambini, magari usando parole scurrili; un fulgido esempio:
“I frati so’ in calore, i preti di più,
figurati le suore che non la posson dare per via di Gesù”
questa era La prima cosa bella di Nicola Di Bari.
Ospiti dei Cetra erano i personaggi famosi dello spettacolo che non solo si prestavano a giocare, ma ironizzavano su loro stessi. p.e. nei Tre moschettieri, il mio preferito, il reuccio della canzone, Claudio Villa, compare come Luigi XIII e canta le sue canzoni col testo stravolto; lo stesso vale per Nilla Pizzi, che è Anna d’Austria e canta Vola colomba e Grazie dei fiori, canzoni con le quali ha vinto il festival di Sanremo, che allora non era quella puttanata di oggi, ma la rassegna canora più importante d’Italia, ovviamente col testo modificato. Gino Cervi è il cardinale Richelieu e, oltre a cantare con una splendida voce baritonale, si esibisce nel monologo di Cyrano de Bergerac (che aveva interpretato a teatro) ridicolizzandolo. Aurelio Fierro (padre do D’Artagnan, canta la sua Guaglione in questo modo: “Ti voglio dare questo sciabolone ca’ tu si’ guascone ...” Alberto Lupo, che in quel periodo è l’attore di punta della TV di diverte a fare D’Artagnan. Insomma opere che dovremmo definire goliardiche, realizzate con una maestria insuperabile. Fra l’altro le puntate della “biblioteca” si trovano su internet; scaricatele e non ve ne pentirete.
Questa formula ebbe un successo tale che i Cetra replicarono con “Non cantare, Spara!” titolo di un sceneggiato ambientato nel west andato in onda fra il ’68 e il ’69 del quale ho un ricordo indelebile. Purtroppo per questo capolavoro il DVD è avaro di scelte, ma era una trasmissione spassosissima e, assieme ai Cetra, c’erano un quantità di ospiti straordinari: Gaber che faceva il vecchietto del West, Enrico Simonetti lo sceriffo, i Rokes la tribù indiana, Tino Scotti il becchino, Mina e via dicendo.
“Il Quartetto Cetra a colori”, è la parte più recente, roba degli anni ottanta, quindi non li avevo mai visti, non male, ma il meglio è già stato dato.
Fra gli extra, uno spezzone col vecchio Enrico De Angelis (Il visconte di Castelfombrone) e due spezzoni spassosissimi nei quali i Cetra fanno il verso ad altri gruppi famosi; superlative le canzoni di Biancaneve di Disney cantate al modo dei Beatles, dei Platters, dei Golden Gates, dei Mills Brothers, dei Double Six e dei Minstrels.
Che dire di questo cofanetto? A parte l’entusiasmo col quale è obbligo sia salutata un’iniziativa del genere, a parte la considerazione che prima per fare televisione non bastava scazzare, ma si doveva essere bravi per davvero, a parte l’ovvia considerazione che due DVD sono veramente troppo pochi, possiamo dire che, anche se trovo sia giusto incentrare i due dischi solo sui quattro virtuosi di vocalese - ante litteram - avrebbe fatto piacere rivedere anche tutti gli ospiti del quartetto nelle loro straordinarie parodie.
Dal momento che a gestire tutto il materiale è stata l’Associazione Quartetto Cetra, un’associazione culturale permanente, spero che a loro giunga l’eco dei miei desiderata: l’edizione completa della Biblioteca di Studio Uno e Non cantare, spara!
Grazie.
9.50 (Parziale)
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