Jesus Christ Superstar

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Leggi recensione di Grandepuffo Grande 9.00 398
Leggi recensione di Munkustrap Una pietra miliare 9.50 292

Quando lo spettacolo uscì, trenta e passa anni fa, si gridò allo scandalo, per via di quei testi irriverenti e blasfemi e per via dei santi apostoli trasformati in una sorta di comune hippy. Dopo trentasei anni e dopo che Jesus Christ Superstar è stato riproposto decine di volte, la pièce ha smesso di épouvanter le bourgeois e forse è il momento di rivederla con serenità.

Se ascoltiamo attentamente le parole di Giuda le troveremo gravide di buon senso, il buon senso spicciolo che ci consiglia di non impicciarci di cose più grandi di noi, di voltarsi dall'altra parte e fingere di non vedere, insomma, la figura che tanto scandalizzò i benpensanti, in realtà, è un po' come loro: rassegnato, timoroso, amante del quieto vivere.

Il potere è sempre simile a se stesso, costretto a compromessi e ad azioni che, magari, ripugnerebbero pure, ma indispensabili per continuare a esistere.

Fra questi campioni d'umanità così comuni, Gesù persegue, caparbiamente, la sua utopia, opponendosi al potere e al buon senso a costo della vita, anzi, cerca il proprio martirio, come tutte le grandi anime, da Socrate a Ghandi, a Che Guevara, in modo quasi ottuso, tanto che Giuda, anche dopo morto, non riesce a capirlo, e si chiede perché abbia voluto finire così, nel 4 a.C. quando non c'erano neppure i mass media. Ebbene, chi sarebbe Gesù oggi, che i mezzi di comunicazione di massa ci sono? sarebbe stato un capo, una figura di riferimento o un desaparecido?

L’interpretazione di Jewinson, invece, non è rigorosamente filologica; rappresenta un Gesù scialbo e insignificante e un Giuda potente, vittima già nell’aspetto, visto che è negro e, alla fine, lo fa resuscitare, mentre l’ultima immagine di Gesù è quella sulla croce; come non bastasse, da un punto di vista vocale, Carl Anderson è parecchi scalini al di sopra di tutti gli altri interpreti. Insomma Jewinson forse sovrainterpreta, confondendo Gesù con tutte le chiese che di lui usurpano il nome e Giuda con una vittima ribelle, anziché intenderlo come il classico utile idiota.Nonostante ciò la musica di Webber è sempre efficace e anche il film non fa l’effetto di essere datato come invece lo sembrano Tommy o Hair.Darei un punteggio pieno non fosse per Yvonne Elliman che è una Maddalena perennemente frignante; francamente insopportabile.


9.00 (Grande)

Grandepuffo
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