Difficilmente si potrebbe immaginare un film fantascientifico dove i protagonisti parlano e basta, dove non succede nulla, dove non c'è azione... eppure esiste e ti tiene incollato dall'inizio alla fine!

Beh, parlo proprio di questo film, oserei dire il primo film di fantascienza concettuale che io abbia mai visto, dove tutto è assolutamente normale!

Un cenno sulla storia: John, professore di storia in un'università non ben definita, dà le dimissioni improvvisamente. Un gruppo di amici lo vanno a salutare e cercheranno di capire perché. Quando poi John si decide a svelare un segreto, tutti proveranno a smontare la sua tesi, senza riuscirci. Nonostante l'assoluta staticità della scena, non mancheranno i colpi di scena.

Se devo trovare dei difetti, ne devo dire due: l'inizio è un po' lento, un po' imbarazzato, ma quando viene svelato il segreto di John prende subito brio. L'altro difetto è il finale, apparentemente tirato via, ma chi si è informato un po', Jerome Bixby (l'autore dello script) è morto prima di finire di scriverlo. C'è chi dice che ha dettato il finale al figlio, ma secondo me ci troviamo di fronte all'equivalente di una Turandot di Puccini, o di un Requiem di Mozart.

A maggio avrò la fortuna di metterlo in scena, infatti è un testo che si presta molto bene al teatro. Sto finendo di tradurre il copione teatrale trovato a Londra in questi giorni, e devo dire che qualche differenza interessante rispetto il film c'è... ma non ve le anticipo!


9.00 (Avvincente)

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