Film italiano, lo dimostra la presenza di Filippo Timi e di Valerio Mastrandrea.
Le storie che si raccontano sono due: quella dei protagonisti bambini, che è molto ben fatta; una specie di Guerra dei bottoni o Ragazzi della via Paal, ambientata fra i figli degli immigrati meridionali nella Torino degli anni settanta, molto vicina alla perfezione. Poi c'è quella dei protagonisti adulti, e qui c'è qualche cliché di troppo, ma nulla da dire sugli attori: Filippo Timi è un mostro da manuale, un leghista ante litteram, magistrale come sempre; Valerio Mastrandrea poi è incredibile: già in La prima cosa bella parla un livornese perfetto, in Ruggine si esibisce in un impeccabile accento siciliano; Stefano Accorsi ha una faccia simpatica.
Molto apprezzabili sia la regia, sia la fotografia, particolarissima, molto suggestiva.
Metà del film merita un dieci pieno, peccato per l'altra metà.
8.50 (Bello)
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