È un vezzo del cinema italiano quello di dare ai film lo stesso titolo delle canzoni: Mio fratello è figlio unico, La prima cosa bella, Nessuno mi può giudicare, e Santa Maradona. Mentre Mio fratello è figlio unico si regge sulla solida trama del romanzo di Antonio Pennacchi Il fascicomunista e sulla buona regia di Daniele Lucchetti, il film di Virzì, a parte il solito provincialismo, si difende, gli altri due film si somigliano: dialoghi divertenti, attori brillanti, totale, miracolosa assenza della regia.
Nel secolo scorso in Italia abbondavano i grandi registi: Fellini, Monicelli, De Sica (Vittorio), Rossellini, Pasolini, ecc. ecc. ecc. oggi ci rimane solo Nanni Moretti ma, come nota Rocco Papaleo in Nessuno mi può giudicare, neppure questo è un film di Nanni Moretti.