Dimmi che non vuoi morire

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L’Alligatore, il detective irregolare, ex- cantante di blues, ex-galeotto, bevitore di calvados e proprietario della Cuccia, il locale aperto solo la notte dove si beve e si ascolta buona musica, il personaggio di Massimo Carlotto, torna in questo racconto illustrato da Igort; assieme a lui i suoi due soci; Max la Memoria, estremista incarcerato per terrorismo e ora militante antiglobal e Beniamino Rossini, contrabbandiere, scafista e sosia di Igort, che ha voluto così dimostrare la sua simpatia per il personaggio di Carlotto.

Si tratta di un hard boiled ambientato in Sardegna, ove Carlotto vive e Igort è nato. I tre amici avranno a che fare con un arrogante e disonesto ristoratore e un’affascinante cantante sosia di Patty Pravo, invischiata in fughe e omicidi.

Come in 5 è il numero perfetto i disegni sono in tre colori, bianco e nero e azzurro. Le tavole hanno dimensioni libere e alcuni disegni sono senza riquadro. Le sequenze sono molto cinematografiche.

Anche se mi è piaciuto di più 5, sia per la storia che per alcune soluzioni grafiche, ci troviamo davanti a un bellissimo lavoro. Mi spiace di non conoscere le altre opere di Carlotto, né gli altri libri con l’Alligatore, né il resto; sarebbe stato interessante vedere cosa perdano o acquistino da questa versione a fumetti.

Beh, posso sempre rifarmi.


9.00 (Grande)

Grandepuffo
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