Riconosco di aver comprato questo libro principalmente perché l'adattamento alla forma fumetto è di Leah Moore, figlia del grande Alan, che lo ha realizzato assieme al marito, John Reppion.
Ma non è per supina condiscendenza verso i Moore che volevo leggerlo, anzi, volevo subdolamente verificare se Leah fosse effettivamente capace o se si trattasse dell'ennesimo caso di nepotismo. Ebbene, gli abituali malcostumi italiani nulla hanno a che fare con la famiglia Moore: Leah è la degna figlia di cotanto padre.
Fra tutti gli adattamenti (cinematografici e fumettistici) del libro culto di Stoker, questo è il più fedele e, siccome un fumetto, per essere bello, deve essere anche ben disegnato, non si può tacere l'eccellenza dei pennelli di Colton Worley, al quale si può imputare di non aver mai visto un fiore d'aglio in vita sua, ma non altro.
La storia è identica a quella del romanzo del mitico irlandese e la selezione che è stata fatta per concentrarla in un albo (lo dico da esperto, ormai) è perfetta; in più Van Helsig non parla come un idiota come fa nel libro. Una volta tanto, direi che il fumetto supera il romanzo.


10.00 (CAPOLAVORO)

Grandepuffo
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