La lega degli straordinari gentlemen – Volume II
| Anno | 2004 |
|---|---|
| Genere | Graphic novel |
| Scrittore | Alan Moore
Kevin O’Neill |
| Disegnatore |
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| Personaggio |
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Il secondo volume della Lega è dedicato abbastanza chiaramente a H.G. Wells: la nostra combriccola di fenomeni è impegnata a salvare la terra da un’invasione marziana e, mentre Nemo e Hyde stanno in prima linea, Quatermain e miss Mina Murray vanno alla ricerca del dottor Moreau per farsi prestare uno dei suoi ibridi che aiuterà la terra a liberarsi dagli alieni.
Due libri di Wells, dunque, ispirano il lisergico Alan Moore e il suo degnissimo compare, Mr. Kevin O’Neill.
In questo numero, fra Quatermain e Mina ci sarà una breve ma intensa relazione e Mr. Hyde si coprirà di gloria, tanto da meritare che un grande parco londinese porti il suo nome (Hyde Park, appunto).
Le prime ventun pagine del libro narrano un’epica battaglia su Marte, con dialoghi in marziano puro. Le illustrazioni sono di una bellezza sconvolgente, ovviamente tutte virate al rosso. Gli sconfitti decidono di cambiar aria e scelgono la terra come terreno di conquista e qui entrano in ballo i Nostri, che avranno la meglio sui marziani, ma a caro prezzo.
A fine fumetto il consueto scritto di Moore, illustrato da O’Neill. Questa volta si tratta di una scelta di rapporti degli agenti speciali dei servizi segreti britannici, a partire dal principe milanese Prospero, fino a Mina Murray: una geniale miscela di gustose citazioni letterarie e invenzioni.
Ormai non ho più parole per lodare adeguatamente le opere di Alan Moore. A parte la sua indubbia bravura devo ammettere che è il suo immaginario a essermi particolarmente congeniale: la sua caratteristica di mescolare materiale reale e letterario, far incontrare personaggi di libri diversi, persone realmente esistite, modificare storie, crearne delle nuove con vecchi personaggi m’incanta. Presuppone una conoscenza vasta e approfondita della letteratura e di un determinato periodo storico, e se si leggono le note in fondo a From Hell si può capire in che maniera capziosa si prepari Moore prima di cominciare a scrivere. Le sue altre storie che ho letto prima sono più belle e più significative, ma queste hanno il fascino della grande letteratura d’avventura e, insisto, stupendi disegni. L’ultima tavola è fra le più belle che abbia mai visto.
10.00 (Straordinario)
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