Mauro Rostagno - prove tecniche per un mondo migliore,
| Anno | 2010 |
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| Editore | Becco Giallo |
| Genere | Graphic Novel |
| Scrittore | Nico Blunda, Marco Rizzo
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| Disegnatore | Giuseppe Lo Bocchiaro
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| Personaggio |
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Mauro Rostagno, torinese di nascita, siciliano per scelta, è stato uno dei capi del movimento studentesco del '68, uno dei fondatori di Lotta Continua, il fondatore del Macondo, uno dei primi arancioni italiani e fondatore, in Sicilia, della comunità arancione Saman, che poi diventerà uno dei primi centri di recupero per tossicodipendenti e alcolisti (nulla a che vedere con le comunità tristemente famose, tipo quella di Muccioli: a Saman il recupero avveniva attraverso la meditazione, non con la violenza psicologica o fisica), capo redattore della testata giornalistica di RTC, TV libera di Trapani, infine, vittima della mafia il 26 settembre 1988.
Tutto ciò che è stato Mauro Rostagno viene raccontato e illustrato in questo graphic novel di tre autori siciliani, così Mauro è diventato un eroe dei fumetti. Difficile non pensare che la cosa lo avrebbe divertito enormemente.
Hanno aiutato a realizzare questa opera, oltre ai familiari, i compagni di lotta come Adriano Sofri, Marco Boato e Renato Curcio.
È quasi superfluo dire che si tratta, oltre che di una bella storia ben disegnata, anche di un documento che permette di ricordare un'Italia che, ahimè, non c'è più e di rammentarsi di un'Italia che, ahimè, c'è sempre e è sempre più forte.
Ma come potrebbe essere altrimenti? mi scuserà anche Saviano, ma tanto ormai lo stanno attaccando tutti, quindi anche se mi ci metto anch'io ... Perché prendersela tanto con la mafia? La mafia è la sola vera alternativa alla crisi, la sola certezza che ci rimane: la mafia trova lavoro, lo stato lo fa perdere; la mafia, dietro il pagamento di un congruo compenso, difende, lo stato non ci pensa nemmeno, anzi, guardate cosa hanno fatto a Genova, o forse i ragazzi che hanno pestato a Bolzaneto erano tutti figli di evasori fiscali? La mafia è ricca e investe in traffici sempre nuovi, è la sola organizzazione che è riuscita a mettere in pratica il sistema economico capitalista alla perfezione, lo stato è perennemente in crisi e con debiti fin sopra al collo. Si potrebbe pensare che un'organizzazione che fa una concorrenza spietata allo stato debba essere, in qualche modo, perseguita dalle istituzioni, invece governanti e amministratori locali o sono collusi o si girano dall'altra parte per non vedere. Quindi, perché rompere i coglioni alla mafia? ma vergognatevi! questo non fa bene all'Italia. Perché denigrare l'unica azienda italiana che funziona, ma lasciatela prosperare, senza di lei il nostro PIL sarebbe ben al di sotto di quello di Haiti.
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