New York

Anno 2008
Scrittore
Disegnatore
Personaggio
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“... raccoglie le quattro celebri graphic novel ambientate nella Grande Mela: New York, Il palazzo, City people, Notebook, Gente invisibile.”

Questo è ciò che recita la quarta di copertina; io insisto nel dire che quelle di William Eisner sono graphic short stories più che novels. Tutte le piccole storie che compongono le quattro opere che, dal 1981 al 1983, Eisner dedica alla sua città potrebbero stare da sole. Ce ne sono alcune di una sola pagina, cinque tavole, poche battute che bastano a raccontare una storia intera, spesso di battute ce ne sono pochissime, a volte nemmeno una; la narrazione è affidata per intero ai disegni, che scorrono come un film; a volte tutta la storia è affidata a un’unica tavola. Mi è capitato spesso di notare che negli Stati Uniti i modelli siano più cinematografici che letterari e sia detto, una volta tanto, con apprezzamento più che con spregio. Le tessere che compongono i lavori di Eisner ricordano in particolare i film di Paul Auster, Smoke , e ancor più Blue in the face, ma anche i suoi  romanzi. D’altronde Paul Auster e William Eisner sono entrambi ebrei newyorkesi.

Altra cosa che viene in mente leggendo New York è la serie televisiva Ai confini della realtà, soprattutto in Gente invisibile; la storia di Pinkus Pleatnik, che legge il proprio necrologio sul giornale e poi non riesce a far credere di essere ancora vivo è esemplare. In questo caso non parlerei di modello televisivo, anche perché questo l’ho notato anche in The Spirit , che è degli anni quaranta; molto prima, dunque del programma di Rod Serling. Forse è proprio la vita della grande città che spinge a fantasticare su una dimensione che va oltre i limiti di ciò che siamo costretti a vivere.

Nella grafica Eisner è molto underground, il che, per me, è un motivo in più di apprezzamento per meri motivi sentimentali: è la grafica della mia giovinezza.


9.00 (Grande)

Grandepuffo
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