The Spirit

Anno 2008
Scrittore
Disegnatore
Personaggio
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Prontamente pubblicato, dopo il film di Frank Miller, nella bella collana 14/7 della BUR, finalmente possiamo leggere le avventure di The Spirit, disegnato da Will Eisner fra il 1940 e il 1952; ignoro se sia mai stato pubblicato in Italia prima d’ora, io non lo conoscevo.

Will Eisner (si noti la somiglianza col commissario Dolan)Will Eisner, negli anni ’70, anche se apparteneva a un’altra generazione e aveva con ogni probabilità idee abbastanza moderate, fu affascinato dal fumetto underground, ne assimilò gli stili e è considerato uno dei padri del Graphic novel, che nacque, appunto, in quegli anni in ambiente underground (questo è quanto sostengono i nordamericani, noi sappiamo che non è proprio vero, visto che Una ballata del mare salato  di Hugo Pratt è del ’68 e si potrebbe discuterne ancora, ma non è questa le sede per parlarne).

The Spirit, invece non è certo un Graphic novel, ma non si può nemmeno definire un fumetto seriale. Le sue storie, di appena sette pagine, sono autoconclusive, complete nella narrazione e niente finali al prossimo numero. Alcune storie non sono nulla di ché, alcune sono tutte spostate sulla forma comica, ma ce ne sono alcune che sarebbero potute uscire dalla penna di un Poe, di un Kafka o di un Borges, ma avrebbero potuto anche essere episodi della serie “Ai confini della realtà”, come la storia del vecchio boss che esce dopo diciotto anni di prigione e vuol rimettersi in affari, ma si accorge che tutto è cambiato e finisce ucciso da due teppistelli per cinque dollari oppure c’è la classica storia di vendetta, ma a narrarla è la pistola, poi c’è la storia del direttore del carcere che manda suo fratello sulla sedia elettrica e poi cerca di vendicarlo e ancora, l’eroe della seconda guerra mondiale che, tornato a casa, deve riadattarsi a una grama realtà e si trasforma in assassino; storia particolarissima anche perché da un certo punto in poi vediamo letteralmente le scene con gli occhi dell’assassino. Una psicologia dei personaggi che sicuramente non esisteva nei fumetti coevi; abbiamo dovuto aspettare proprio gli anni ’70 prima di trovarne in abbondanza anche nel fumetto.

Conierei quindi un nuovo nome per questo particolare tipo di fumetto (se già non ci hanno pensato), lo chiamerei Graphic short story.

Andy Colt (prima)The Spirit è contemporaneo dei primi supereroi, che allora si chiamavano eroi mascherati e Spirit effettivamente ha una mascherina nera tipo quella della Banda Bassotti o di Zorro. Non è chiaro come faccia Zorro a non farsi riconoscere, perché è uguale a Don Diego De La Vega, a parte la mascherina e il vestito col mantello; Spirit addirittura non cambia nemmeno vestito, indossa sempre lo stesso completo blu col borsalino blu in capo, però con la mascherina nessuno sospetta che si tratti del detective Andy Colt.The Spirit (dopo) A pensarci bene anche Nembo Kid è uguale a Clark Kent senza occhiali e spettinato; se ne conclude che certa gente ha tutte le fortune; non solo sono supereroi, ma sono anche circondati da perfetti idioti.

Come nasce The Spirit; Andy Colt, giovane e aitante detective, nel tentativo di assicurare alla giustizia il Cobra, una sorta di scienziato pazzo, viene travolto da un liquido inventato dal Cobra che lo riduce in uno stato di morte apparente; viene sepolto e si risveglia nel cimitero. Il suo primo pensiero è quello di riacciuffare il Cobra; va alla centrale di polizia a cercare indizi e Commissario Dolanil commissario Dolan, amico di famiglia, crede di riconoscere la voce (tenete presente che Spirit/Andy Colt, è un ragazzone di quasi due metri, fasciato dal completo blu col quale è stato seppellito, unica differenza, come abbiamo detto, la mascherina), allora si reca al cimitero, trova la tomba di Colt vuota e capisce che The Spirit e Andy Colt sono la stessa persona. Ma il commissario Dolan è un vecchio segugio, nessun altro, a parte l’eterna fidanzata Ellen, figlia del commissario, e il fido aiutante Ebony White, un negretto disegnato in modo caricaturale che parla così: “Misder Sbirid gabo! gi sono i vandasmi... e hanno breso il bovero misder Dolan”, conoscono la vera identità di Spirit.

SatinPoi c’è Satin, l’affascinante avventuriera, per la quale Spirit ha un debole, un po’ quello che Cat Woman è per Bat Man.

Dicevamo che The Spirit è contemporaneo dei primi supereroi, ma com’è che Superman, i Fantastici 4 e via dicendo hanno raggiunto la fama internazionale e la longevità che hanno ancor oggi e The Spirit è stato riscoperto solo ora da un raffinato addetto ai lavori come Frank Miller? Le storie non sono certo inferiori, anzi; The Spirit è spiritoso (scusate lo stupidissimo gioco di parole, ma non ho saputo resistere) mentre i supereroi sono maledettamente seriosi; la grafica è molto simile; anche se talvolta Eisner ha soluzioni più moderne, non credo fosse giudicato spregiudicato all’epoca, eppure qualsiasi ragazzino sa chi sia l’Uomo Ragno e io che sono un vecchio appassionato di fumetti non avevo mai sentito nominare The Spirit.

Difficile dirlo, forse i supereroi incarnavano meglio i sogni del lettore medio, forse solo per giochi editoriali; fatto sta che The Spirit non è punto inferiore ai personaggi Marvel e DC, se non è addirittura meglio.

Ora va visto il film.


9.00 (Super)

Grandepuffo
Grandepuffo
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