1984

Anno 1949
Editore Secker & Warburg
Genere Fantascienza Fantapolitica
Scrittore George Orwell
Personaggio
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Pochi libri hanno lasciato il segno come 1984. Il cinema ne ha dato molteplici versioni e adattamenti, dai quali estraggo il geniale Brazil di Terry Gillam (uscito nel 1985, ma girato nel 1984); David Bowie gli ha dedicato l'omonimo album, uscito nel 1984.

1984 è entrato così profondamente nella storia della cultura occidentale che anche chi non lo ha letto non può ignorarlo.
Il libro fu scritto nel 1948 (le ultime due cifre rovesciate formano 1984) e pubblicato l'anno successivo come monito e denuncia dei grandi totalitarismi, nazismo, fascismo e stalinismo; purtroppo, non ha mai smesso di essere attuale perché anche le cosiddette "democrazie" mantengono parecchie analogie col mondo fittizio di Orwell.

Il controllo della popolazione attraverso gli schermi televisivi onnipresenti si è dimostrata una triste metafora profetica e, se proprio si volesse assolvere la televisione, non c'è dubbio che la tecnica sia divenuta atta a un potenziale capillare controllo di ognuno di noi.

In 1984 il regime procede a un'accurata rimozione della storia a opera del Ministero della Verità, che modifica documenti e filmati precedenti. Nel nostro disgraziatissimo paese, semplicemente si nega l'evidenza, senza neppure scomodarsi a modificare alcunché.

Ricorderete anche che in 1984 i vari ministeri portano un nome che è l'esatto contrario di ciò che fanno. Non solo il Ministero della Verità mente, ma il ministero della pace istiga la guerra, il partito dell'amore, scusate, il Ministero dell'Amore fomenta l'odio, ecc. Oggi, nel mondo intero, le guerre si chiamano ormai "missioni di pace", ma nel nostro miserrimo paese quest'aberrazione supera limiti che neppure la fantasia di Orwell era riuscita a immaginare. Forse l'esempio più eclatante è quello del ministero dell'educazione, retto da Maria Stella Gelmini, la cui ignoranza è ormai palese quanto e più dell'aeroporto di Bari. Per fortuna ha introdotto nella scuola severi criteri selettivi, per paura che dalle scuole uscissero incompetenti come lei.

È ormai entrato a far parte della mitologia gelminiana il famoso tunnel di oltre settecento chilometri che parte dalla Svizzera e arriva sotto il Gran Sasso, per il quale il ministero dell'istruzione ha stanziato ben cinquantaquattro milioni, altro che tagli alla ricerca! La cosa non mi avrebbe incuriosito più di tanto (cazzata più, cazzata meno ... ) non fosse per quei cinquantaquattro milioni di euro. Visto che il tunnel, ovviamente, non esiste e viste le attitudini dell'attuale governo italiano, chi si è messo in tasca i cinquantaquattro milioni?


10.00 (CAPOLAVORO)

Grandepuffo
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