Le catene di Gorée, dal Senegal all'America senza ritorno
| Anno | 2011 |
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| Editore | Giovane Africa Edizioni |
| Scrittore | Ndongo Diop - Giuseppe Cecconi
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| Personaggio |
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Più che un saggio sulla famigerata isola dalla quale partirono milioni di schiavi, si tratta di una riflessione sul razzismo. Trovo le tesi espresse in questo smilzo volumetto molto condivisibili, anche perché, a parte un po' di inevitabile retorica, il problema viene centrato in pieno ricorrendo al maggior intellettuale italiano dei tempi moderni, ovvero Pier Paolo Pasolini, che indica nel razzismo un "odio di classe inconscio".
Pasolini, come sempre, riesce a inquadrare la vera essenza del problema.
Ma vorrei usare questo libro per divagare brevemente sui recentissimi atti di razzismo che hanno interessato il nostro disgraziato paese.
Sono poche settimane che ci siamo liberati di Berlusconi e della lega e ecco che viene bruciato un campo di zingari, uccisi due lavoratori senegalesi e un sito nazista pubblica una lista di proscrizione di traditori della patria che aiutano gli immigrati.
Colpa della crisi economica, si dice, anche negli anni trenta successe lo stesso (brrr). Vero, questo corroborerebbe anche la tesi di Pasolini; però a me nessuno leva di testa che se ci fosse stata ancora la lega al governo non sarebbe successo nulla.
Finché c'era chi sbraitava contro i negri, chi voleva affondare le navi, bruciare le moschee, ecc. ecc. che bisogno c'era di passare all'azione? la propensione a lasciar fare ad altri il lavoro sporco, in Italia, è cosa più tipica della pizza. Il fatto che poi, per fortuna, di fatto la lega non abbia fatto nulla di peggio dei governi precedenti non significa nulla, l'importante da noi è dire, come dimostrano i vergognosissimi diciassette anni appena trascorsi, essere tranquillizzati; fino a una settimana prima di dimettersi Berlusconi aveva dichiarato che la crisi non c'era, che i ristoranti erano sempre pieni e gli aerei sempre prenotati e la cosa notevole è che solo adesso il paese si è reso conto di essere nella merda. Mica che Monti sia granché; delle tanto sbandierate garanzie di equità, per ora, non se n'è vista l'ombra, però dice le cose come stanno.
Ciò vorrebbe dire forse che siamo messi male? Sì, siamo messi molto male.
7.00 (Condivisibile)
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