Storie d'Egitto - V. Il principe maledetto

Anno 2011
Editore PCI Editore
Scrittore
Personaggio
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Il principe maledetto (fine della XVIII dinastia) 

 

            C'era una volta un re che non aveva figli e il suo cuore ne era afflitto; pregava continuamente gli dèi perché gli dessero un figlio. Alla fine, ascoltarono la sua preghiera, e sua moglie, una volta trascorso il tempo, partorì un figlio.

            Lo portarono dagli astrologi perché divinassero il suo destino e questi dissero, "Morirà a causa del coccodrillo o del serpente o del cane."

            Sua maestà ne fu grandemente addolorato. Fece costruire un palazzo nel deserto, che fu riempito di gente e di tutte le cose buone della casa reale, così che il bambino non sentisse il bisogno di uscirne.

            Il bambino crebbe. Un giorno salì sul tetto e vide un cane che seguiva un uomo in cammino. Chiese a un paggio, "Cos'è quella cosa che cammina dietro a quell'uomo sulla strada?"

            Il paggio rispose, "È un cane."

            Il ragazzo gli disse, "Procuratemene uno uguale."

            Il paggio riportò la richiesta del principe a sua maestà, che disse, "Portategli un cucciolo, ché non sia triste." E così gli portarono il cucciolo.

            I giorni passarono e quando il ragazzo fu abbastanza grande, mandò un messaggio a suo padre, "Dimmi, perché sono rinchiuso qui? dal momento che sono maledetto da tre cattive sorti, lascia che segua i miei desideri. Dio farà secondo i suoi disegni."

            Il re acconsentì e gli procurò di ogni sorta di arma. Lo portarono a oriente e gli dissero, "Ecco, vai dove vuoi." Il suo cane lo seguì.

            Andò verso il nord, passando da un'avventura all'altra, finché arrivò a Naharaina.

            Il re di Naharaina non aveva figli maschi, solo una figlia, e le aveva costruito una casa con settanta finestre a settanta cubiti da terra, poi aveva convocato tutti i figli dei capi della terra di Khalu, dicendo loro, "Darò in sposa mia figlia a chi riuscirà a raggiungere la sua finestra."

            Da allora molti giorni erano passati e, mentre i figli dei capi tentavano di riuscire nell'impresa, il giovane passò lì davanti col suo cane. Fu accolto con benevolenza dagli altri ragazzi, che gli fecero un bagno, provvidero al suo cavallo, gli offrirono ogni sorta di cose buone, lo profumarono, gli unsero i piedi e condivisero il cibo con lui. Poi gli chiesero, "Da dove vieni, bel giovane?"

            Lui rispose, "Sono figlio di un ufficiale egiziano; mia madre è morta e mio padre si è risposato. Quando le sono nati altri bambini ha preso a odiarmi e sono dovuto fuggire da lei." Allora lo abbracciarono e lo baciarono.

            Passarono altri giorni e lui chiese ai ragazzi, "Cosa fate voi qui?"

            Loro risposero, "Ci arrampichiamo su quel palazzo; chi riuscirà a raggiungere la finestra della figlia del re di Naharaina, la prenderà per moglie."

            Allora lui disse, "Se me lo permettete, vorrei provare anch'io."

            I giovani si arrampicarono, come ogni giorno, il principe stava a guardare in disparte. Vide il volto della figlia del re di Naharaina, che si voltò verso di lui.

            L'indomani i giovani tornarono ad arrampicarsi e anche il principe si unì a loro. Raggiunse la finestra della ragazza e lei lo baciò e abbracciò.

            Subito andarono a dare la bella notizia al padre: "Uno dei giovani è riuscito a raggiungere la finestra di tua figlia."

            E il re chiese al messaggero, "Di quale principe è figlio?"

            Gli fu risposto, "È figlio di un ufficiale, fuggito dalla terra d'Egitto per colpa della matrigna che lo maltrattava."

            Allora il re di Naharaina si adirò e disse, "Dovrei dunque dare mia figlia a un egiziano fuggiasco? Portatelo qui da me."

            Andarono dal giovane, "È meglio se torni da dove sei venuto," gli dissero "il re non è contento della tua vittoria."

            Ma la ragazza lo afferrò per le mani e giurò per Dio, dicendo, "Per la potenza di Ra Harakhti, se me lo togliete smetterò di mangiare, smetterò di bere e morrò." E lo dissero subito al padre.

            Allora il re mandò degli uomini a ucciderlo; ma la ragazza disse, "Come Ra esiste, se lo uccidete io morirò prima del calar del sole. Non passerò una sola ora della mia vita senza di lui." E subito andarono a riferirlo al padre.

            Allora il re li mandò a prendere entrambi. Il giovane era pieno di paura, ma il re lo abbracciò, lo baciò e disse, "Oh! dimmi chi sei, poiché, ecco, da ora sei come figlio mio."

            E lui rispose, "Sono figlio di un ufficiale egiziano, mia madre morì, mio padre si risposò e, quando le nacquero figli cominciò a odiarmi, perciò sono fuggito da lei.

            Il capo gli dette sua figlia in sposa e anche una casa, servi, campi, bestiame e ogni sorta di beni.

            Dopo qualche tempo il giovane disse a sua moglie, "Io sono maledetto, tre sono gli animali che segneranno il mio destino: un coccodrillo, un serpente e un cane."

            Lei disse, "Allora, intanto, uccidiamo il tuo cane."

            Ma lui rispose, "Non ucciderò mai il mio cane, è con me da quando era cucciolo."

            Così lei cominciò a temere per suo marito e non lo voleva mai fare andare in giro da solo.

            Un giorno arrivò un uomo possente dalla terra d'Egitto, che viaggiava da quelle parti. Ecco, un coccodrillo uscì dal fiume e andò dov'era il giovane, ma l'uomo possente lo catturò, lo legò e lo ributtò nel fiume.

            Passarono i giorni; il giovane se ne stava in casa, sereno. Venne sera, si mise a letto e si addormentò; sua moglie riempì una ciotola di latte e gliela mise accanto.

            Nella notte, un serpente uscì dalla sua tana per mordere il giovane, ma la moglie gli era seduta vicino e non dormiva; lo vide e ordinò ai servi di dargli altro latte. Il serpente bevve fino a ubriacarsi e addormentarsi. Allora la moglie lo trafisse con un pugnale, uccidendolo. Il giovane si svegliò di soprassalto e lei gli disse, "Ecco il tuo dio ti ha messo uno dei tuoi animali fatali nelle mani, ti darà anche gli altri."

            E lui sacrificò a dio e lo adorò, lodandolo ogni giorno.

            Passarono i giorni; il giovane stava camminando per i suoi campi. Non era solo, perché il suo cane era con lui. Il cane correva davanti, cacciando, lui lo raggiunse; arrivati al fiume, entrò nel fiume dietro al cane. Allora arrivò il coccodrillo, venne da dove lo aveva gettato l'uomo possente.

            Il coccodrillo disse al giovane, "Sono io il tuo destino, che ti segue …"

 

            [Qui s'interrompe il papiro.]

 

 

 

Note al principe maledetto

 

            Come nei vecchi fumetti e nei vecchi sceneggiati televisivi il papiro s'interrompe sul più bello. Il principe incontra il suo destino e ..? sigla di chiusura, la risposta alla prossima puntata. Che gli scribi utilizzassero già certi stratagemmi per assicurarsi lettori al papiro successivo?

            In attesa della seconda puntata, un'attesa che dura da più di tremilatrecento anni, possiamo formulare solo ipotesi. Un finale verosimile potrebbe essere che il cane si avventi sul coccodrillo per difendere il padrone il quale, a sua volta, interviene in difesa del fedele animale, trovando la morte. Ma l'uomo possente che cattura i coccodrilli, che appare misteriosamente e incongruamente nel bel mezzo della storia? non potrebbe saltar fuori all'ultimo minuto a salvare il principe?

            La mia opinione è che il principe non muoia affatto o che, se muore, in qualche modo resusciti; tanta è la fiducia che ripongo nell'esattezza delle teorie proppiane sulle fiabe di magia.

            Non credo ci possano essere dubbi che questa storia porti carne al capace barbecue di Vladimir Ja. Propp. Nelle fiabe, quanti re desiderano ardentemente un figlio che non vuol nascere e quante volte il figlio tanto atteso porta su di sé una maledizione? Un esempio su tutti: la bella addormentata nel bosco.

            Come è noto, secondo Propp, le fiabe di magia hanno le loro radici nei riti d'iniziazione dei tempi remoti. Le fiabe sarebbero una metafora di tali riti, molti dei quali prevedevano una morte e risurrezione simbolica.

            Ma, per fondata che sia, rimane solo un'ipotesi: il papiro s'interrompe e, mentre aspettiamo l'uscita dell'episodio finale in tutte le edicole del delta, per sapere come va a finire, non ci rimane che l'immaginazione.


8.00 (Storico)

Grandepuffo
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